NOVEMBRE 2025
ARGOMENTI:
Modulo 1 — Introduzione al Galateo
Modulo 2 — Galateo a tavola
Modulo 3 — Galateo in casa e con gli ospiti
Modulo 4 — Galateo nella comunicazione
Modulo 5 — Galateo nella vita sociale e professionale
Modulo 6 — Piccoli gesti di eleganza quotidiana
Quiz o esercitazioni pratiche di comportamento (per chi lo desiderasse)
PILLOLE di GALATEO.....
Modulo 1 — Introduzione al Galateo
Il galateo è l’arte della buona educazione e del rispetto reciproco. Nasce dall’idea che la convivenza civile si fondi su piccoli gesti quotidiani di gentilezza, attenzione e misura: dal modo in cui salutiamo, a come ci comportiamo a tavola o in una conversazione. Il termine deriva da Giovanni Della Casa, autore nel XVI secolo del celebre “Galateo, ovvero de’ costumi”, un trattato che insegnava come comportarsi in società con grazia e discrezione. Da allora, il galateo si è evoluto, adattandosi ai tempi moderni, ma ha mantenuto lo stesso scopo: rendere più armoniosi i rapporti tra le persone. Oggi il galateo non è più solo un insieme di regole rigide, ma un linguaggio universale di rispetto, che si esprime attraverso il tono di voce, la puntualità, l’attenzione agli altri e la capacità di saper stare in ogni contesto — dalla tavola al lavoro, dai social media agli incontri formali. In sostanza, il galateo non è una questione di forma, ma di valore umano: educazione, sensibilità e consapevolezza sono il suo cuore più autentico. Con il termine galateo si indica l’insieme di comportamenti e attenzioni che riflettono la buona educazione e il rispetto verso gli altri. Non si tratta solo di regole formali, ma di un vero e proprio modo di vivere in armonia con chi ci circonda. Il galateo abbraccia moltissimi aspetti della vita quotidiana: dal modo in cui si apparecchia la tavola, alla disposizione dei bicchieri e delle posate, fino alla scelta dell’abbigliamento adatto per ogni occasione.
Le risposte possono cambiare a seconda del contesto, ma lo spirito resta lo stesso: agire con grazia, misura e rispetto. Anche oggi, in un mondo più veloce e informale, il galateo conserva tutta la sua attualità. Le sue regole — che riguardano il ricevere gli ospiti, il servire le portate o il comportarsi in pubblico — non sono obblighi rigidi, ma piccole guide di eleganza quotidiana. Non serve ricordarle tutte a memoria: basta comprenderne l’essenza per mantenere un comportamento gentile, appropriato e raffinato in ogni situazione.
Le risposte possono cambiare a seconda del contesto, ma lo spirito resta lo stesso: agire con grazia, misura e rispetto. Anche oggi, in un mondo più veloce e informale, il galateo conserva tutta la sua attualità. Le sue regole — che riguardano il ricevere gli ospiti, il servire le portate o il comportarsi in pubblico — non sono obblighi rigidi, ma piccole guide di eleganza quotidiana. Non serve ricordarle tutte a memoria: basta comprenderne l’essenza per mantenere un comportamento gentile, appropriato e raffinato in ogni situazione.
Il Galateo e la Cura di Sé
Parlare di galateo significa, prima di tutto, parlare di noi stessi. Ogni gesto di educazione e di rispetto verso gli altri parte infatti da un elemento essenziale: la cura della propria persona. Viviamo in un’epoca in cui l’immagine ha un peso enorme — non solo per vanità, ma perché rappresenta il primo linguaggio con cui comunichiamo con il mondo. Essere consapevoli di questo non vuol dire cadere negli eccessi o nella superficialità, ma semplicemente imparare a valorizzarsi in modo equilibrato e autentico. Prendersi cura del proprio aspetto è un segno di rispetto anche verso chi ci sta accanto. Alcuni elementi fondamentali da non trascurare: L’abbigliamento e il trucco, che dovrebbero esprimere sobrietà e armonia. La pulizia personale, base imprescindibile di ogni buona impressione. La forma fisica, da mantenere attraverso uno stile di vita sano e un po’ di movimento quotidiano — non per inseguire modelli estetici, ma per sentirsi bene nel proprio corpo. In definitiva, il galateo comincia dal modo in cui ci presentiamo al mondo: cura, equilibrio e rispetto sono la sua prima forma di eleganza.
Modulo 2.1 — Galateo a tavola
Il galateo a tavola è una delle espressioni più concrete della buona educazione. Mangiare insieme, infatti, non è solo un gesto quotidiano, ma un vero e proprio momento di convivialità e rispetto reciproco. Sapere come comportarsi durante un pasto significa riconoscere il valore della compagnia e mostrare attenzione verso gli altri commensali. Tutto comincia dall’apparecchiatura: la tovaglia dev’essere pulita e ben stirata, i piatti centrati, le posate disposte secondo l’ordine d’uso (dall’esterno verso l’interno), e i bicchieri collocati in alto a destra, partendo da quello dell’acqua.
Sono dettagli semplici, ma fondamentali per creare un’atmosfera curata e piacevole. Durante il pasto, è importante mantenere una postura composta, evitare rumori o gesti troppo evidenti, non parlare a bocca piena e non appoggiare mai i gomiti sul tavolo. La conversazione deve essere leggera e rispettosa: la tavola non è il luogo delle polemiche, ma dell’incontro. Quando si serve o si riceve una portata, si ringrazia con un sorriso o con un cenno del capo. Se si deve allontanare il piatto, lo si fa con discrezione; se si sbaglia posata, niente panico — il galateo moderno privilegia sempre la naturalezza alla rigidità. In fondo, il galateo a tavola non è fatto di regole rigide, ma di armonia e buon senso: saper gustare il cibo con rispetto e condividere il momento con eleganza è la forma più autentica di educazione. La tavola è da sempre uno dei luoghi in cui si misura la vera eleganza di una persona. È qui che la buona educazione si trasforma in gesti concreti, dove il modo di comportarsi, di usare le posate o di rivolgersi agli altri diventa espressione di rispetto e armonia. Un tempo il cerimoniale prevedeva regole molto rigide, come sbucciare la frutta solo con coltello e forchetta, ma oggi il galateo moderno predilige la semplicità e la naturalezza: meglio un gesto discreto e sicuro che un’eccessiva dimostrazione di abilità. La tavola, però, non è solo un banco di prova, ma anche un momento di piacere e condivisione, un’occasione per stare insieme con serenità e gusto. Per questo il galateo stabilisce alcune linee guida sia per gli ospiti sia per chi riceve, con l’obiettivo di creare un clima di equilibrio e cortesia, senza la freddezza dell’etichetta formale. Tre sono le parole chiave: compostezza, discrezione e gentilezza. Mangiare con eleganza non significa irrigidirsi, ma mantenere una presenza curata:
Sono dettagli semplici, ma fondamentali per creare un’atmosfera curata e piacevole. Durante il pasto, è importante mantenere una postura composta, evitare rumori o gesti troppo evidenti, non parlare a bocca piena e non appoggiare mai i gomiti sul tavolo. La conversazione deve essere leggera e rispettosa: la tavola non è il luogo delle polemiche, ma dell’incontro. Quando si serve o si riceve una portata, si ringrazia con un sorriso o con un cenno del capo. Se si deve allontanare il piatto, lo si fa con discrezione; se si sbaglia posata, niente panico — il galateo moderno privilegia sempre la naturalezza alla rigidità. In fondo, il galateo a tavola non è fatto di regole rigide, ma di armonia e buon senso: saper gustare il cibo con rispetto e condividere il momento con eleganza è la forma più autentica di educazione. La tavola è da sempre uno dei luoghi in cui si misura la vera eleganza di una persona. È qui che la buona educazione si trasforma in gesti concreti, dove il modo di comportarsi, di usare le posate o di rivolgersi agli altri diventa espressione di rispetto e armonia. Un tempo il cerimoniale prevedeva regole molto rigide, come sbucciare la frutta solo con coltello e forchetta, ma oggi il galateo moderno predilige la semplicità e la naturalezza: meglio un gesto discreto e sicuro che un’eccessiva dimostrazione di abilità. La tavola, però, non è solo un banco di prova, ma anche un momento di piacere e condivisione, un’occasione per stare insieme con serenità e gusto. Per questo il galateo stabilisce alcune linee guida sia per gli ospiti sia per chi riceve, con l’obiettivo di creare un clima di equilibrio e cortesia, senza la freddezza dell’etichetta formale. Tre sono le parole chiave: compostezza, discrezione e gentilezza. Mangiare con eleganza non significa irrigidirsi, ma mantenere una presenza curata:
- La schiena deve restare dritta, i gomiti vicini al corpo.
Il cibo va portato alle labbra, non il contrario: evitiamo di piegarci sul piatto.
Le gambe devono rimanere sotto il tavolo, non accavallate o distese.
Tra una portata e l’altra, le mani restano visibili, mai abbandonate sulle ginocchia.
Come apparecchiare la tavola
Una tavola ben preparata è il primo segno di accoglienza e buon gusto. Lo spazio deve permettere a ogni invitato di sentirsi a proprio agio, e ogni dettaglio contribuisce a creare armonia visiva: tovaglia pulita e stirata, piatti allineati, posate disposte in ordine d’uso, bicchieri posizionati in alto a destra. I fiori freschi restano il miglior ornamento: piccoli, profumati, mai troppo alti o invadenti. Devono accompagnare, non dominare.
Ogni portata dovrebbe essere servita in un piatto pulito e adatto al tipo di pietanza, un gesto di cura che rende l’esperienza più piacevole per tutti. In definitiva, il galateo a tavola non è un insieme di regole rigide, ma una forma di rispetto verso gli altri e verso se stessi. La vera eleganza nasce sempre dalla semplicità, dalla calma e dall’attenzione ai dettagli.
Ogni portata dovrebbe essere servita in un piatto pulito e adatto al tipo di pietanza, un gesto di cura che rende l’esperienza più piacevole per tutti. In definitiva, il galateo a tavola non è un insieme di regole rigide, ma una forma di rispetto verso gli altri e verso se stessi. La vera eleganza nasce sempre dalla semplicità, dalla calma e dall’attenzione ai dettagli.
Modulo 2.2 — Galateo a tavola - DISPOSIZIONE
1. Il tovagliolo è un piccolo ma importante simbolo di eleganza a tavola. Va piegato in modo semplice, in due o in quattro parti, e può essere collocato alla sinistra del piatto, sopra il piatto oppure sul sottopiatto, secondo lo stile della mise en place. Talvolta vi si può adagiare un piccolo panino o un segnaposto decorativo. All’inizio del pasto, il tovagliolo si appoggia sulle ginocchia, ma solo dopo che la padrona o il padrone di casa lo ha fatto per primo — è un segno di rispetto e di discrezione. Durante il pranzo o la cena, serve per asciugarsi le labbra con delicatezza, mai per pulirsi la bocca in modo evidente. Non va mai annodato al collo o infilato nella camicia: quel gesto è considerato poco elegante. Al termine del pasto, il tovagliolo si ripiega con naturalezza e si lascia alla sinistra del piatto, senza arrotolarlo né piegarlo con troppa precisione.
BICCHIERI
Nel galateo, anche la disposizione dei bicchieri ha un ruolo preciso e raffinato. Generalmente se ne possono collocare fino a cinque per persona, disposti davanti al piatto in ordine di utilizzo, a seconda delle bevande previste durante il pasto. Il bicchiere più grande è riservato all’acqua, seguito da quello per il vino bianco e poi da quello per il vino rosso. Eventuali calici aggiuntivi per vini speciali o da dessert possono essere sistemati in linea oppure a triangolo, se lo spazio lo consente. Molti si concentrano sull’uso corretto delle posate, ma spesso il vero dubbio nasce proprio davanti ai bicchieri: quante volte, al ristorante, si versa per sbaglio il vino nel bicchiere dell’acqua? Per evitare errori, basta ricordare che ogni tipo di vino ha il suo bicchiere ideale, pensato per esaltare al meglio il profumo e il sapore. Il bicchiere da vino dovrebbe essere in cristallo e avere uno stelo lungo, così da evitare che il calore della mano modifichi la temperatura del vino. I vini delicati o profumati si servono in calici di piccole dimensioni, che concentrano l’aroma. I vini più corposi e strutturati richiedono bicchieri più ampi, che permettono al profumo di aprirsi. Per i vini dolci o da dessert, è preferibile un calice piccolo con apertura larga, che valorizza la fragranza. Gli spumanti secchi si gustano al meglio in mezzo flûte, mentre gli spumanti classici e champagne richiedono il flûte alto e stretto. Gli spumanti dolci o aromatici, invece, si possono servire in una coppa bassa, più adatta a coglierne i profumi. In definitiva, la scelta del bicchiere non è un semplice dettaglio estetico, ma un elemento essenziale per vivere il vino con eleganza e consapevolezza.
le regole principali del galateo per l’uso delle posate
1. Disposizione delle posate a tavola Le posate si usano dall’esterno verso l’interno, seguendo l’ordine delle portate. Quelle più esterne sono per le prime portate (antipasto, primo). Quelle più interne per le portate successive (secondo, formaggio, dolce). A destra del piatto: coltello (lama verso il piatto) e cucchiaio. A sinistra del piatto: forchette. Sopra il piatto (in orizzontale): posatine da dolce o da frutta. 2. Come si impugnano Forchetta nella mano sinistra, coltello nella destra. Le posate non si “brandiscono” in aria e non si lasciano mai con la punta rivolta verso l’alto. Quando si taglia, si taglia un boccone alla volta — mai tutto il cibo insieme. 3. Quando si mangia La forchetta porta il cibo alla bocca con discrezione, senza fare movimenti ampi. Il coltello serve solo per tagliare o aiutare a raccogliere il cibo, non per portarlo alla bocca. Non si taglia la pasta lunga o la lattuga (al massimo si piega con la forchetta). Il cucchiaio si usa solo per minestre, zuppe o dessert cremosi. 4. Quando si fanno pause o si è terminato Pausa: posate in posizione a “V” rovesciata (punta delle posate che si toccano al centro del piatto). Fine pasto: posate parallele (forchetta e coltello) sul lato destro del piatto, manici verso ore 4:20 circa. Questo è il segnale per il cameriere che hai terminato. 5. Cose da non fare Non si “lecca” né si “spazzola” la posata. Non si incrociano le posate nel piatto. Non si appoggiano le posate sporche sulla tovaglia. Non si parla con le posate in mano o puntandole verso qualcuno.
Scelta del piatto e ordine delle portate
Per portate come minestre o zuppe si utilizza il piatto fondo; per primi piatti asciutti o secondi il piatto piano. Se viene servito il pane, il piattino per il pane va posizionato a sinistra del piatto principale, davanti alle forchette. È importante che tutti i piatti (e le stoviglie) siano disposti in modo armonico, con decori allineati e sistemati in modo ordinato. - 2. Durante il pasto I piatti sporchi o vuoti non devono accumularsi sulla tavola: vanno ritirati dal servizio. Non avvicinare il viso al piatto: è corretto portare il cibo alla bocca con le posate, non sporgersi verso il piatto. Evitare di “annegare” il cibo sotto salse coprenti o di coprire eccessivamente la pietanza: l’estetica del piatto è parte del bon ton. 3. Alla fine del pasto Quando hai terminato di mangiare, è buona educazione lasciare il piatto nella posizione con le posate parallele sopra, segnalando che non desideri altro. (Questa regola è più specifica per le posate, ma riguarda anche la “chiusura” della portata e del piatto.). Evitare di servirsi da soli da piatti di portata se non indicato: il servizio segue una certa formalità.
Modulo 3 — Galateo in casa e con gli ospiti
Il galateo in casa e con gli ospiti è l’insieme delle buone maniere che rendono la convivenza e l’accoglienza piacevoli, armoniose e rispettose. Galateo in casa Il galateo domestico riguarda l’educazione quotidiana verso chi vive con noi (familiari, coinquilini o partner). - 1. Rispetto e discrezione - Non entrare mai nelle stanze altrui senza bussare. - Non frugare tra le cose degli altri. - Rispetta gli spazi comuni, lasciandoli puliti e ordinati dopo averli usati. 2. Pulizia e ordine - Dopo aver cucinato o mangiato, sistema sempre la cucina. - Non lasciare in giro vestiti, piatti o oggetti personali. - Se usi un bagno condiviso, asciuga il lavandino e lascia tutto in ordine. 3. Toni e comportamento - Parla con tono gentile, anche quando sei irritato. Evita rumori molesti (musica alta, porte sbattute, TV a volume esagerato). Se inviti qualcuno, avvisa sempre chi vive con te. 4. Collaborazione - Offriti di aiutare, anche se non è “il tuo turno”. Ringrazia sempre per i piccoli gesti quotidiani: un caffè, una mano in cucina, una parola gentile. Galateo con gli ospiti- Accogliere bene un ospite è un’arte: si tratta di farlo sentire a suo agio, senza esagerare né essere freddi. 1. Prima dell’arrivo- Prepara la casa in modo ordinato e profumato. Se l’ospite si ferma a mangiare o dormire, cura ogni dettaglio (tovaglia pulita, bagno in ordine, asciugamani freschi). Se è previsto un pasto, chiedi prima se ha intolleranze o preferenze alimentari. 2. Accoglienza - Apri la porta con un sorriso e una parola gentile. Prendi il cappotto, offri subito qualcosa da bere. Non lasciarlo mai solo nei primi minuti. 3. Durante la permanenza Non essere troppo invadente: lascia spazio e libertà. Evita argomenti delicati (politica, religione, salute) se non è confidenza stretta. Se l’ospite porta un dono, ringrazia con sincerità e possibilmente aprilo davanti a lui. 4. Dopo la visita - Se l’ospite ha soggiornato da te, accompagna sempre alla porta e ringrazialo per la visita. Un messaggio di ringraziamento il giorno dopo è sempre elegante: “È stato un piacere averti qui, spero di ricambiare presto!” Galateo dell’ospite- Anche chi viene accolto ha doveri: Arrivare puntuale o avvisare se si ritarda. Portare un piccolo pensiero (vino, dolce, fiore, candele). Offrirsi di aiutare o sparecchiare, ma rispettare se il padrone di casa rifiuta. Ringraziare sempre, anche dopo, con un messaggio o una telefonata.
Modulo 4 — Galateo nella comunicazione
Il galateo nella comunicazione riguarda l’arte di parlare, ascoltare e scrivere in modo educato, rispettoso e chiaro, evitando fraintendimenti e offese. Non si tratta solo di linguaggio “formale”, ma di buone maniere che rendono ogni interazione piacevole. - Galateo verbale: parlare e ascoltare - 1. Parlare con cortesia - Usa sempre “per favore”, “grazie” e “scusa” quando necessario. Evita parolacce, insulti o commenti sarcastici che possano ferire. Non interrompere l’altro mentre parla; lascia finire il pensiero. Mantieni un tono di voce adeguato: né troppo alto né troppo basso. 2. Ascoltare attivamente- Guarda negli occhi senza fissare o intimidire. Annuisci o rispondi brevemente per mostrare attenzione. Non pensare alla tua risposta mentre l’altro sta parlando: concentrati sulle sue parole. Evita di usare il telefono o distrarti durante una conversazione. 3. Saper argomentare- Esprimi le tue opinioni con calma e chiarezza. Evita di offendere chi la pensa diversamente. Usa frasi del tipo: “Secondo me…” “Capisco il tuo punto di vista, ma…” Non dominare la conversazione: lascia spazio a tutti i partecipanti. Galateo nella comunicazione scritta - 1. E-mail e messaggi- Saluta sempre all’inizio (“Buongiorno”, “Ciao”) e concludi con una frase di cortesia (“Cordiali saluti”, “Grazie per l’attenzione”). Controlla ortografia, punteggiatura e grammatica. Evita messaggi troppo lunghi o confusi. Rispondi entro tempi ragionevoli, soprattutto se è lavoro o richiesta importante. 2. Messaggi brevi o chat- Non scrivere solo in maiuscolo (equivale a urlare). Usa emoji con moderazione e solo se appropriato al contesto. Non inviare messaggi multipli consecutivi senza necessità; meglio un messaggio chiaro e completo. Galateo digitale e social- Non condividere notizie false o contenuti che possano danneggiare qualcuno. Rispetta la privacy: non taggare o postare foto senza permesso. Evita discussioni animate: scrivere tutto in maiuscolo o con troppe interiezioni può sembrare aggressivo. Ricorda che l’ironia e il sarcasmo possono essere fraintesi senza tono e contesto. Regole d’oro della comunicazione- Tratta sempre l’altro con rispetto. Ascolta più di quanto parli. Adatta il linguaggio al contesto e alla persona. Sii chiaro e conciso, evitando giri di parole inutili. Mantieni la calma, anche in situazioni difficili o di disaccordo.
Modulo 5 — Galateo nella vita sociale e professionale
Il galateo nella vita sociale e professionale riguarda il modo corretto di comportarsi in pubblico, nelle relazioni interpersonali e nel lavoro, per trasmettere rispetto, professionalità e affidabilità. Galateo nella vita sociale - 1. Relazioni interpersonali - Saluta sempre con cortesia, anche se non conosci bene la persona. Presentati chiaramente e, se presenti altri, fallo in modo corretto: “Maria, ti presento Luca, un collega/amico.” Mantieni la postura e il linguaggio del corpo aperti e rispettosi. Evita di interrompere gli altri e ascolta attentamente. 2. Inviti e ospitalità- Rispondi sempre a inviti sociali (anche con un rifiuto educato). Se sei ospite, porta un piccolo pensiero (fiori, dolce, vino). Arriva puntuale e non trattenerti più del necessario senza accordo. Ringrazia sempre prima di andartene e anche dopo la visita. 3. Conversazioni- Evita argomenti troppo personali o controversi (soldi, politica, religione) se non c’è confidenza. Non parlare solo di te stesso: mostra interesse per l’altro. Mantieni un tono di voce moderato e adatto all’ambiente. Galateo nella vita professionale- 1. Comportamento sul lavoro- Rispetta orari, scadenze e ruoli. Saluta colleghi e superiori, anche con un semplice “buongiorno”. Mantieni pulito il tuo spazio di lavoro e rispetta quello degli altri. Evita pettegolezzi e comportamenti che possano creare tensioni. 2. Riunioni e incontri- Arriva puntuale e preparato. Non interrompere chi parla, prendi appunti se serve. Usa linguaggio chiaro e professionale, evitando slang o frasi troppo informali. Ringrazia alla fine dell’incontro o invia un breve messaggio di follow-up, se appropriato. 3. Comunicazione professionale- E-mail, messaggi e telefonate devono essere cortesi, chiari e concisi. Rispondi tempestivamente a richieste e domande. Mantieni discrezione su informazioni riservate o private. Cura il linguaggio del corpo e la presentazione personale durante meeting e conferenze. 4. Networking e rapporti esterni- Presentati con chiarezza e fiducia. Ricorda i nomi delle persone e saluta sempre chi incontri. Sii disponibile e collaborativo, senza essere invadente. Se partecipi a eventi professionali, porta biglietti da visita o contatti aggiornati. Regole generali per vita sociale e professionale - Rispetta tutti, indipendentemente dal ruolo o dalla posizione. Ascolta più di quanto parli. Mantieni sempre compostezza, anche in situazioni difficili. Cura la tua immagine e il linguaggio del corpo. Sii puntuale e affidabile.
Modulo 6 — Piccoli gesti di eleganza quotidiana
I piccoli gesti di eleganza quotidiana sono quei dettagli che parlano di te senza bisogno di parole: mostrano rispetto, raffinatezza e cura degli altri. Non serve essere formali o sofisticati: la vera eleganza è discreta e naturale. Gesti di eleganza verso gli altri Saluti e ringraziamenti. Salutare sempre chi incontri, anche con un semplice sorriso. Dire “grazie” e “per favore” in ogni occasione, non dare nulla per scontato. Attenzione agli altri Tenere la porta aperta per chi arriva subito dopo. Offrire il posto a sedere a chi ne ha più bisogno (anziani, donne incinte, persone con difficoltà). Aiutare senza essere invadenti, per esempio portando qualcosa di pesante. Cortesia quotidiana - Non interrompere chi parla, ascoltare davvero. Non utilizzare il telefono in momenti di conversazione importante. Sorridere anche senza motivi particolari: un sorriso è contagioso e rassicurante. Gesti di eleganza personale - Abbigliamento e cura personale . Vestire in modo pulito, ordinato e appropriato al contesto. Curare igiene, capelli e unghie. Accessori semplici e coerenti con lo stile personale: l’eleganza sta nei dettagli discreti. Postura e linguaggio del corpo. Camminare con passo calmo e sicuro. Evitare movimenti bruschi o gesti troppo teatrali. Tenere spalle dritte e mani pulite, non in tasca o incrociate davanti agli altri. Gesti di eleganza in casa Tenere ordine e pulizia negli spazi comuni. Sistemare subito ciò che si sporca o si sporca accidentalmente. Accogliere gli ospiti con un sorriso e attenzione, anche con piccoli gesti: offrire una bevanda, mostrare dove appoggiare le cose. Gesti di eleganza sociale Offrire un caffè, un dolce o un piccolo pensiero senza aspettarsi nulla in cambio. Ringraziare ospiti e padroni di casa, anche con un messaggio dopo la visita. Non vantarsi, evitare l’arroganza: l’eleganza è discreta. Regola d’oro La vera eleganza quotidiana si vede nei dettagli invisibili: rispetto, gentilezza e attenzione agli altri.
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